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2 Documenti Reale Commissione d'Inchiesta per Napoli Commissione Saredo 1900

2 Documenti Reale Commissione d'Inchiesta per Napoli Commissione Saredo 1900

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2 documenti manoscritti
su carta intestata Intendenza di Finanza Gabinetto
datati 1900 - 1901
entrambi i documenti sono diretti all'ispettore demaniale Cav. Guido Grimaldi
quello datato 1900 ha come oggetto la nomina a Cavaliere della Corona d'Italia
mentre in quello datato 1901 il Presidente della Commissione Reale per Napoli ( Giuseppe Saredo 1832 - 1902 , Senatore e Presidente del Consiglio di Stato) si complimenta ed elogia il lavoro svolto dal Grimaldi a Napoli in qualità di membro della suddetta Commissione d'Inchiesta.

La commissione Saredo, nota ufficialmente come Reale Commissione d’Inchiesta per Napoli), presieduta dal senatore Giuseppe Saredo, allora presidente del Consiglio di Stato, investigò sulla corruzione e sul cattivo governo nella città di Napoli.

La Commissione fu istituita nel novembre del 1900 e pubblicò i suoi risultati nell'ottobre del 1901, dipingendo un quadro desolante della pubblica amministrazione a Napoli. Evidenziò una grave situazione di corruzione, clientelismo e generale inefficienza.

L'8 novembre 1900, il Primo Ministro Giuseppe Saracco firmò il decreto che istituiva la Commissione d'inchiesta, sotto la presidenza del senatore e professore di diritto Giuseppe Saredo, per indagare su come ingenti somme di denaro che erano state riversate a Napoli dopo l'epidemia di colera del 1884 fossero scomparse senza alcun beneficio evidente per i poveri della città.

Una legge per la riqualificazione della città era stata approvata nel gennaio 1885 per migliorare le pessime condizioni igieniche. La legge prevedeva i 100 milioni di lire necessari per il rinnovamento della città.

La radicale trasformazione della città, nota come risanamento, mirava a migliorare l'infrastruttura fognaria e a sostituire le baraccopoli più degradate e sovraffollate, considerate la causa principale dell'insalubrità, con ampi e ariosi viali.

La Commissione Saredo rilevò l'esistenza di prove sostanziali di sprechi e di corruzione diffusa, che hanno trasformato il progetto di "risanamento" da un progetto di pubblica utilità per migliorare le condizioni sanitarie e prevenire le epidemie di colera in una colossale speculazione edilizia privata.

Più in generale, l'inchiesta portò alla luce un esteso sistema di clientelismo politico nella città di Napoli, la cosiddetta "camorra amministrativa" o "alta camorra"; la classe corrotta dell'esecutivo napoletano responsabile dei governi cittadini tra il 1880 e il 1890 portata alla luce da La Propaganda.

Le indagini dell'inchiesta si erano svolte in un clima difficile, ostacolato dal boicottaggio del personale amministrativo del Comune che contrastava con il diffuso sostegno pubblico. La burocrazia era nel caos e i fascicoli ufficiali erano stati rubati dal personale per coprire le proprie tracce, mentre le interviste e le testimonianze delle persone chiave coinvolte erano poco convincenti
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